“Il senso di appartenenza ad un luogo è un vero legame affettivo che si sviluppa nel tempo tra le persone e i luoghi” (D. J. Wamsley).
Il senso di appartenenza è a fondamento dell’identità culturale e dell’etica della responsabilità.

Il collegio degli Scolopi

ll Convitto “G.B. Vico” è la più antica e prestigiosa istituzione scolastica di Chieti, l’unica che, dal lontano 1640, non ha mai cambiato la propria sede, adiacente alla chiesa di S. Domenico, dominata dal suo antico campanile settecentesco, aperta al corso principale della città mediante due grandi portali in pietra.https://mentiapertegbvico.files.wordpress.com/2015/04/collegio_padri_scolopi.jpg
La sua storia inizia grazie alla generosità di due illustri cittadini teatini, il nobile Francesco Vastavigna e il barone Tommaso Valignani, che permisero la costruzione del convento e del collegio, affidati all’ordine religioso dei Padri Scolopi delle Scuole Pie.
Nel 1742 il giureconsulto G. Antonio La Valletta destinò per lascito il suo patrimonio e la sua biblioteca al Comune di Chieti per il mantenimento della scuola, che continuò ad essere gestita dagli Scolopi (nonostante la soppressione degli ordini religiosi ordinata da Murat nel 1809) fino al 1817, quando re Ferdinando I di Borbone la trasformò in Collegio Reale, ossia in convitto con annesse scuole secondarie. Nel 1818 l’edificio venne rialzato di un piano e, dal 1822 al 1854, il collegio fu governato da sacerdoti secolari.
Nel 1854, con il Regio Decreto del gennaio, il Real collegio fu elevato al grado di Real Liceo dell’Abruzzo Citeriore, tra l’entusiasmo e la gratitudine verso il re Ferdinando II dei Teatini, i quali organizzarono per l’occasione tre giorni di festeggiamenti e manifestazioni.
L’elevazione del Collegio a Real Liceo dell’ordine universitario permetteva l’istituzione degli insegnamenti delle materie giuridiche, chimica e farmacia, medicina e chirurgia, scienze naturali, mineralogia, geologia, botanica, indirizzati ai giovinetti provenienti dalle più elevate classi sociali e destinati a una carriera militare, giuridica, medica e artistica.
Nell’ottobre del 1861, dopo l’annessione al Regno d’Italia delle provincie dell’ex Reame di Napoli, con R. D. 12 settembre 1861, l’istituto venne trasformato in Convitto Nazionale e nominato un R. Commissario nella persona del Rettore Antonio Iocco. Nel nuovo Convitto Nazionale il Rettore diventò preside anche delle scuole annesse.
Fino al 1908 il Convitto Nazionale “G. B. Vico” fu sempre floridissimo, tanto da permettersi di acquistare, come luogo di villeggiatura per le vacanze estive dei suoi convittori, una sontuosa villa a Castellamare Adriatica, la stessa villa che dal 1923 divenne sede dell’Istituto “Tito Acerbo” di Pescara.
Gli studenti che sono passati per il Real Liceo dell’ordine universitario prima, e per il Convitto Nazionale “G. B. Vico” poi, sono stati i nobili ed i cittadini che hanno guidato la città di Chieti e la provincia tutta. Tra gli altri hanno studiato presso questa struttura: Edoardo Scarfoglio scrittore, poeta e giornalista, Vincenzo Zecca storico e archeologo, Angelo Camillo De Meis scrittore, Giovanni Chiarini esploratore, Filippo Masci filosofo,educatore, scrittore, deputato e senatore del Regno d’Italia, Francesco Manzini grande artista contemporaneo che ha voluto donare al suo liceo l’imponente opera dell’Arca dei Quattro Cantoni, esposta nell’Aula Magna.
Nell’ottobre 1878 fece il suo fugace passaggio al liceo “G.B. Vico” anche l’enfant prodige Gabriele d’Annunzio, il quale volle sostenere in questa sede l’esame da privatista per “saltare” la quinta ginnasiale e passare direttamente al primo liceo. A testimonianza di questo “salto” è stata conservata la sua brillante pagella con la media del nove.

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