L’ARCA DEI QUATTRO CANTONI (di Francesco Manzini)

arca dei quattro cantoni

L’Il 19 dicembre 2014 il liceo classico “G.B. Vico” ha avuto in dono dal suo ex alunno Francesco Manzini un’ imponente opera artistica:L’ ARCA DEI QUATTRO CANTONI, ora esposta nell’Aula Magna.
L’Arca è un polittico “a trasformazione”, costituito cioè da pale che aprendosi in successione come le pagine di un libro, mostrano dipinti e, nei vani, alcune sculture. Deriva la sua struttura dal polittico di Grünewald, ma la forma è diversa, rivista e resa attuale.
E’ alto m. 2,80, largo tutto aperto m. 3,50, profondo da 70 a 130 cm.; consta di 17 tele dipinte a colori acrilici e a olio, e di alcune sculture polimateriche. La struttura, che era in legno, è oggi in alluminio e il movimento delle ante è stato automatizzato con un sistema elettronico dallo studio Hi-Tech-Solutions di Foligno.
Il polittico narra la storia della migrazione verso la “Merica”, Paese del sogno e della speranza di tanti italiani. In esso sono raccontate le “storie di una grande epopea, della costruzione di un Nuovo Mondo che nasce con tutte le inevitabili contraddizioni di un immane sconvolgente evento, storie del grande Crogiolo delle speranze, dei desideri, dei sogni di una umanità inarrestabile che cerca una nuova, diversa e migliore dimensione”. (“Il viaggio allegorico di Francesco Manzini” di Mario Lunetta).
A differenza dei polittici tradizionali ad argomento religioso, nell’Arca sono raccontate episodi storici di emigrazione e di emarginazione, sempre legati al tema delle proprie origini, della propria identità, spesso calpestata e misconosciuta da una società xenofoba e indifferente.

Titoli dei dipinti e delle sculture :

1°. Movimento :

2 mov

• A Cielo con nebulosa: la lunetta rimane sempre fissa, quale cielo indifferente ad ogni evento umano, simbolo della visione pessimistica e sostanzialmente atea dell’autore.
• B Il nero e la luna di pietra: il nero ha perso la propria identità, è vestito con una camicia dai colori sgargianti, come l’allegria solo apparente della società consumistica, ed è circondato da oggetti ambigui come il microfono-serpente, il bidone-bestia feroce.
• C-D Sacco, ricordo di aquile impagliate e Vanzetti, deposizione in verde sulle mattonelle. I pannelli centrali sono dedicati a tre emigranti italiani, Sacco, Vanzetti, Salsedo, accomunati dall’aver subito un’ingiusta morte in America. Sacco sta morendo sulla sedia elettrica e sulla parete di fronte si proiettano gli ultimi ricordi della sua vita che si riallacciano ai primi ricordi della sua infanzia: le feste di paese con travestimenti di diavoli e con aquile impagliate. Vanzetti è già morto, viene portato via. Sul fondo appare una grande finestra con due ante, due immagini contrastanti della stessa realtà-bandiera americana: a destra la grande madre America offre nutrimento e lavoro coperta da strisce bianche e rosse, a sinistra, precipitando tra le stelle, muore Salsedo e con lui muore il suo sogno americano.
• E Riflessi su un casco d’oro: Perfino sul casco dell’astronauta giunto sulla luna si riflette il tema delle origini e dell’emigrazione: il lungo viaggio per arrivare ad un’altra realtà, è già stato affrontato, prima dell’astronauta, dalla famiglia di emigranti.
• F Trasporto delle ceneri in un bossolo di cannone: episodio storico della sorella di Vanzetti che riporta in patria, dentro un bossolo di cannone, le ceneri del fratello e dell’amico, gesto pietoso e compassionevole che stride con l’indifferente superficialità degli Americani, i quali non avevano voluto o saputo trovare un contenitore più adatto ai poveri resti dei due “stranieri”.
2°. Movimento:

3 mov

• H-I Silenzio e corsa del giocatore di football nella città nuova: desolazione e solitudine dei grandi spazi asettici delle città americane, che possono essere vissute solo di corsa, come fa il giocatore di football.
• G La stanza piccola, ricordo di mani: nell’intimità dei piccoli spazi di una stanza “delle origini” rimangono come impressi su un piccolo lettino gli affetti autentici, gli sguardi amorevoli, le carezze lontane nel tempo che toccano ancora così profondamente l’animo, da lasciare la loro impronta .
• L La grande onda e la nave della memoria: è il viaggio degli emigranti che, dalle loro piccole stanze, sono trasportati da una grande onda verso le grandi megalopoli, verso il sogno americano, simboleggiato da una nuvola a forma della statua della libertà.
3°. Movimento:

4 mov

• M L’ombra del cane, il viso e lo specchio: disperazione e solitudine della vecchiaia nell’uomo che non riesce a trovare serenità neanche nel sonno, perché ha incubi di ombre di cani e mura da oltrepassare.
• N I am waiting to see God on television (L. Ferlinghetti): la vecchietta con il telecomando sembra consolarsi con i falsi intrattenimenti dei mass media e “aspetta di vedere Dio alla televisione”.
• O Nube nera ignota alla finestra. Volo di manifalco: nel pannello centrale le grandi paure della guerra, delle malattie, della morte simboleggiate dalla grande nube nera, dalla siringa, dal “manifalco”.
• P And stopt our ears with chewing gum (L. Ferlinghetti): il cantante rock fa uno spettacolo contro la fame nel mondo, ma il piccolo e denutrito bambino nero viene esposto come se fosse un soprammobile, sopra merletto. La scritta ricorda un altro verso di Ferlinghetti “abbiamo tappato le nostre orecchie con la gomma americana”.
• Q Due donne e un guanto di gomma: un’altra cruda denuncia della superficialità e dell’indifferenza travestita da altruismo della società occidentale: la donna vietnamita stringe al seno il suo bambino morto a causa del napalm e tende la mano a chiedere aiuto, la donna bianca sembra volerla aiutare, ma tende il braccio con diffidenza, solo dopo aver indossato un guanto.
• R-S Caduta e morte di Superman: per poter aprire una nuova era, deve morire il falso Superman della società di massa perché bisogna recuperare la vera essenza dell’umanità, che non è quella di un’ipocrita perfezione. Non c’è dolore per l’assassinio di Superman: la sua testa decapitata è quella dei fumetti, è quella di una realtà non autentica.

• 4°. Movimento :

5 mov

• T-U: Cavalcare la tigre, Di nuovo la Mela: Scompare il pannello delle grandi paure dell’umanità, compare la speranza: una donna cavalca una tigre-robot e la guida verso la nuova mela, la nuova umanità, dotata di una maggiore sensibilità e civiltà, capace di dominare la tecnologia e non di esserne schiava.